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    L’AUTOLAVAGGIO SELF-SERVICE

    L’AUTOLAVAGGIO SELF-SERVICE

    Indice della scheda

    1. Definizione dell’attività e caratteristiche

    2. Il profilo specifico dell’imprenditore/trice

    3. Il mercato e la clientela

    4. I mezzi necessari per l’avvio dell’attività (risorse umane, locali, investimenti materiali,

    fornitori e stock)

    5. Aspetti finanziari (giro d’affari, margini, liquidità, possibili finanziamenti)

    6. Modalità d’ingresso nell’attività (regole da rispettare, leggi, eventuali certificazioni,

    norme europee, statuti)

    7. Riferimenti (associazioni di categoria, saloni e fiere, fonti di informazione)

    1. Definizione dell’attività e caratteristiche

    Un autolavaggio self-service è un luogo appositamente attrezzato per la pulizia ed il lavaggio in

    proprio delle vetture. La struttura dell’impianto è costituita da aree modulari: box per il lavaggio

    della carrozzeria, area per la pulizia interna dell'auto e dei tappeti e, infine, spazio libero a

    disposizione dell’automobilista per tutte le operazioni di pulitura interna e/o asciugatura manuale

    della carrozzeria.

    Ogni box è dotato di lancia, con la quale si eseguono tutti i passaggi di lavaggio e risciacquo,

    spazzola e gettoniera con centralina di programmazione che permette di scegliere tra diversi

    lavaggi, da eseguire preferibilmente in sequenza (prelavaggio con acqua tiepida e detergente -

    lavaggio con acqua calda e detergente - lavaggio con spazzola - risciacquo con acqua fredda,

    anche demineralizzata - passaggio finale con liquido brillante ed autoasciugante).

    Ogni area per l’aspirazione è fornita di un lungo e pratico tubo con bocchettone ergonomico, che

    consente l'accesso anche nei punti più difficili da raggiungere, e da cassonetto con griglia

    battitappeti.

    Presso lo spazio lavatappeti si può scegliere tra la spazzolatura e/o il lavaggio, per una pratica ed

    efficace pulizia dei tappeti di ogni veicolo, siano essi in moquette o in plastica.

    Spesso presso l’impianto sono acquistabili anche prodotti ed accessori per la cura dell’auto,

    erogati da distributori automatici (salviette detergenti, prodotti per la pulizia e il trattamento del

    veicolo, deodoranti delle più svariate fragranze…) o distributori di bevande e snack per rendere il

    tempo di attesa il più piacevole possibile.

    Per usufruire dei macchinari e comprare i prodotti, il cliente si munisce di gettoni attraverso un

    cambiamonete automatico. I gettoni costano in genere 50 centesimi e consentono un utilizzo a

    tempo (dai 60 ai 90 secondi) di tutte le macchine a disposizione.

    Gli autolavaggi self-service sono aperti 24 ore su 24; ciò consente ai clienti di recarsi presso

    l’impianto a qualsiasi ora del giorno e della notte. Si tratta di una vera e propria comodità che non

    accontenta solo chi ha poco tempo a disposizione e che ricorre all’autolavaggio non appena

    possibile e a volte in orari inconsueti, ma anche chi ha necessità di rimediare ad un imprevisto che

    richiede un intervento immediato (ad esempio). L’orario di apertura non è l’unico vantaggio del

    lavaggio faida te: la rapidità e l’economicità del servizio sono caratteristiche piuttosto attrattive… e

    più si diventa esperti e veloci più si risparmia! Anche l’appassionato dell’automobile che intende

    curare personalmente e con la massima attenzione la pulizia del proprio mezzo si reca

    all’autolavaggio, conscio di essere l’unico responsabile della qualità del lavaggio e dell’asciugatura

    del mezzo.

    L’autolavaggio self-service risponde ai criteri di qualità, prezzo e rapidità tanto che sono sempre di

    più gli utilizzatori di questi impianti, sia uomini che donne, e sta diventando sempre più capillare la

    diffusione sul territorio di questi impianti.

    2. Il profilo specifico dell’imprenditore/trice

    Un autolavaggio self-service è un’attività semplice. La struttura è facile da gestire, richiede un

    impegno occasionale del titolare e non necessita di personale aggiuntivo. L’attività di

    manutenzione ordinaria consiste nella verifica quotidiana dei fusti contenenti i prodotti per il

    lavaggio delle auto e allo svuotamento delle gettoniere. Anche gli aspiratori attualmente in uso

    sono del tipo autopulente e la loro manutenzione è minima.

    Avviare un autolavaggio self-service richiede però un ingente investimento, sia per l’acquisto della

    stazione modulare che per la locazione o l’acquisto del terreno sul quale collocarla. Per questo

    motivo, i self-service sono sovente gestiti da grandi gruppi in franchising, che operano nel settore a

    condizioni differenti. I riferimenti dei franchisor sono disponibili presso la sede della Confesercenti

    di ogni provincia. Una volta individuato il marchio d’interesse, il primo passo da fare, per chi fosse

    interessato a questa forma di impresa, è contattare direttamente il responsabile franchising di

    zona.

    L’acquisto dell’impianto può avvenire anche in leasing con la possibilità di riscattarne la proprietà,

    una volta completato il pagamento delle rate.

    Ma chi avesse a disposizione un terreno di adeguate dimensioni, ben localizzato, sappia che

    l’attività è poco impegnativa e piuttosto redditizia…

    Questa considerazione può attirare un gran numero di imprenditori, che però, devono dedicare

    un’attenta riflessione a come un impianto possa adattarsi alle condizioni sociali ed economiche del

    territorio in cui si vuole localizzare. È nella fase progettuale dell’attività, piuttosto che nella gestione

    ordinaria, che l’imprenditore deve dimostrare di essere avveduto e di saper valutare tutti gli

    elementi strategici: soprattutto la localizzazione della nuova attività (in un punto di facile accesso e

    di grande visibilità) e la caratterizzazione della sua immagine. È bene, quindi, che il futuro

    imprenditore possieda una buona capacità di analisi perché sottovalutare questi aspetti e la loro

    importanza, può determinare l’insuccesso dell’impresa!

    3. Il mercato e la clientela

    Negli ultimi 10 anni, in Italia, il parco auto circolante è passato dai circa 24 milioni di veicoli del

    1994 agli oltre 28.800.000 del 2004.

    IL PARCO CIRCOLANTE ITALIANO (Stima al Primo maggio 2004)

    Nello stesso arco di tempo il numero dei lavaggi è aumentato enormemente, non solo per la

    crescita del parco circolante ma soprattutto per la maggiore attenzione dedicata alle auto con

    meno di due anni di immatricolazione, che vengono mediamente lavate 18 volte all’anno, circa il

    doppio rispetto alle auto con più di 10 anni. Nel 1993 l’83% degli automobilisti dichiarava di aver

    fatto almeno un lavaggio, dieci anni dopo l’88%.

    Gli uomini lavano mediamente il proprio mezzo 12 volte l’anno, le donne non superano le 10.

    Tendenzialmente i giovani lavano più frequentemente degli anziani, soprattutto nel fine settimana.

    Per il lavaggio della propria auto, il 39% degli automobilisti ricorre al “fai da te”, il restante 61% fa

    invece lavare la propria vettura (lavaggio in delega). Il servizio di autolavaggio è offerto da

    meccanici (2%), carrozzieri (6%), stazioni di servizio (39%), concessionari (22%), officine

    specializzate (8%) e centri di autolavaggio (23%), ma il 48% dei lavaggi totali in delega è eseguito

    dai centri di lavaggio e il 43% dalle stazioni di servizio.

    QUOTE DI MERCATO

    (su una base di lavaggi effettuati in delega di 197.456.572 - anno 2003)

    La modalità di lavaggio inoltre varia considerevolmente in relazione all’area geografica. Al nord è

    molto più diffuso il ricorso all’automatico.

    MODLITÀ DEL LAVAGGIO IN BASE ALL’AREA GEOGRAFICA

    In sintesi, nel corso della conferenza “l’universo dell’autolavaggio italiano” tenutasi a Bologna ad

    ottobre 2005 è emerso che i lavaggi effettuati presso un impianto self-service rappresentano il 62%

    dei lavaggi effettuati in delega e quasi il 40% dei lavaggi totali, con un fatturato per gli operatori del

    settore molto interessante ed un trend in continua crescita.

    SINTESI FINALE

     

    4. I mezzi necessari per l’avvio dell’attività (risorse umane, locali, investimenti materiali,

    fornitori e stock)

    La dimensione e il relativo allestimento dell’impianto dipendono prevalentemente dalla

    localizzazione dell’attività. Essa deve essere strategica: presso un’area industriale e artigianale

    (dove siano presenti stabilimenti dotati di mezzi aziendali, sia per dipendenti che mezzi di trasporto

    merci), oppure in un’area di collegamento con forte passaggio automobilistico a tutte le ore, oppure

    vicino a strutture commerciali o, ancora, in quartieri molto popolati. Qualsiasi impianto però, anche

    il più piccolo, deve consentire il ciclo di pulizia completo.

    L’installazione di un autolavaggio self-service su un’area di circa 1.500 mq consente di collocare

    una struttura di medie dimensioni, così composta:

    - n. 3 postazioni lavaggio auto + n. 1 postazione aperta

    - n. 3 strutture portanti in acciaio inox con tetto curvo

    - tramezzi di separazione in PVC alti 2 m e spessi 4 cm con profilo in acciaio

    - n. 4 armadietti portagettoniere elettriche con porta lancia incorporato in acciaio inox

    - n. 4 portaspazzola in acciaio inox

    - illuminazione container

    - illuminazione postazioni

    - n. 8 bracci singoli per aspirazione interna

    - n. 2 battitappeti zincati a caldo

    - n. 1 cambiamonete con gettoniera elettronica

    L’acquisto di un impianto così strutturato, all’avanguardia, che garantisce un impatto ambientale

    limitato (con sistema ad osmosi inversa certificata CE), richiede un investimento di circa Euro

    120.000,00. I fornitori delle attrezzature, degli impianti e dei macchinari devono essere selezionati

     

    con attenzione: occorre valutare che le caratteristiche tecniche siano adeguate alla normativa

    vigente. Prima di iniziare i lavori (opere murarie, allacciamenti e gli impianti per la depurazione

    delle acque) occorre presentare all’ente locale di riferimento un progetto che descrive

    dettagliatamente tutti i particolari legati allo smaltimento delle acque utilizzate e alla loro bonifica,

    tramite gli appositi impianti di depurazione previsti, come da normativa vigente. La stessa cura

    deve essere rivolta nella scelta del fornitore per i prodotti di consumo (meglio se ricavati da materie

    prime vegetali, velocemente e completamente biodegradabili, che facilitino il processo di

    decantazione delle acque).

    Per installare una struttura della dimensione ipotizzata, i lavori da eseguire comportano una spesa

    di circa Euro 70.000,00.

    5. Aspetti finanziari (giro d’affari, margini, liquidità, possibili finanziamenti)

    Per simulare l’andamento economico e finanziario di autolavaggio self-service abbiamo preso in

    considerazione un impianto di Euro 120.000 che richiede opere murarie, allacciamenti e impianti

    per la depurazione delle acque per Euro 70.000, per un investimento totale di Euro 190.000.

    L’ammortamento, calcolato con il criterio civilista su un periodo massimo di utilizzo dei beni di 10

    anni, corrisponde ad una quota annua di Euro 19.000.+7400  per accessori ed interessi leasing

     

    Per procedere con un’ipotesi di fatturato non possiamo certo considerare la potenzialità

    giornaliera dell’impianto preso in esempio (14 postazioni x 24 ore x 60 gettoni all’ora x 0,5 Euro!)

    ma si può considerare plausibile un’affluenza giornaliera di 40 vetture nei giorni feriali e di 200 tra il

    sabato e la domenica, per circa 21.000 lavaggi l’anno. Almeno la metà degli automobilisti esegue

    la pulizia completa (interno ed esterno). Il gettone, che come anticipato costa 50 centesimi (in

    alcuni impianti costa anche 1 Euro), consente di utilizzare la macchina per un tempo predefinito tra

    i 60 ed i 90 secondi, noi consideriamo 70 secondi. In media un lavaggio completo richiede 3

    gettoni per la pulizia interna e 8 gettoni per la pulizia esterna dell’auto. La stima di affluenza

    all’impianto è davvero prudenziale: in termini di tempo, significa avere ognuno dei 4 box

    dell’impianto considerato, utilizzato12 volte al giorno per pista  per una media di 8 minuti… ovvero 120 minuti    su 24 ore!

    Ipotesi di ricavo

    Descrizione Lavaggi/anno Spesa media Fatturato in Euro

    Lavaggio esterno   12x4= 48 euro(a pista giornaliero)

    Lavaggio esterno  12x3= 36

    TOTALE Pista girnaliera   + accessori   84 euro

    Totale   3+1   giornaliera 336 euro

    Totale annuo  122.640 euro

    I costi fissi sono quei costi che, almeno entro certi limiti, non variano al variare della produzione.

    Sono anche definiti costi di struttura ed in questo caso sono rappresentati dalle spese che si

    sostengono indipendentemente dal numero di prestazioni eseguite.

    I costi fissi ipotizzati di maggior peso sull’attività sono:

    Ipotesi di costo

    Costi fissi

    Descrizione Costi fissi in Euro

    Affitto del terreno 18.000,00

    Pubblicità 2.000,00

    Commercialista 2.000,00

    Assicurazioni 1.000,00

    Manutenzione beni 2.000,00

    Spese varie 500,00

    Ammortamento 26..400,00 (leasing a 5 anni)

    Diritto annuale CCIAA 140,00

    Tot Spese  51.900 euro

    Le principali voci di costo riguardano:

    - affitto del terreno, tale somma ha un peso non indifferente sul totale dei costi fissi, a causa della

    dimensione (per 1.500 mq in un punto di passaggio abbiamo ipotizzato Euro 18.000, ma è un

    importo indicativo: dipende dalla dimensione e dalla localizzazione)

    - costo figurativo dell’imprenditore, che gestendo un’attività non impegnativa non ha bisogno di

    ulteriori dipendenti

    - pubblicità, di notevole importanza per l’attività soprattutto nel periodo iniziale dove gioco

    importante sarà la conquista dei clienti

    - ammortamento, derivante dalla quota di costo degli investimenti, calcolata con il metodo civilistico

    I costi variabili sono quelli legati all’attività e variano al variare del volume di affari.

    In un’attività come l’autolavaggio self-service, le varie utenze rappresentano la voce di costo

    variabile più significativa. È prudenziale calcolare l’incidenza delle bollette in misura pari al 12% dei

    ricavi.

    Altri costi variabili che incidono sull’attività sono rappresentati dai prodotti detergenti.

    Ipotesi di costo

    Costi variabili

    Descrizione Costo in Euro

    Energia elettrica + Acqua+ gas (o gasolio) (12% dei ricavi) 18.360,00

    Prodotti detergenti per 21.600 lavaggi* 4200,00(con lavacerchi)

    Sale addolcitore   288,00

    Varie 300,00

    TOTALE 23.148 euro

     

    * Abbiamo considerato 21.000 lavaggi completi anche se nella fase di “risciacquo” non si usa né detergente né brillantante

    Il reddito di impresa si ottiene:

    RICAVI

    meno COSTI DI ESERCIZIO

    meno QUOTE DI AMMORTAMENTO

    = REDDITO D’IMPRESA (o utile annuo)

    Sulla base di quanto ipotizzato finora, si possono delineare i seguenti risultati per il primo anno di

    attività di un autolavaggio self-service:

    Tipologia Importo espresso in Euro

    Ricavi 122.640,00

    Reddito d’impresa (utile annuo) 47.592  euro

    Il reddito di impresa si intende al lordo delle imposte fiscali e previdenziali (IRPEF, IRAP, INPS).

    6. Modalità d’ingresso nell’attività (regole da rispettare, leggi, eventuali certificazioni, norme

    europee, statuti)

    Per avviare un atolavaggio self-service non è necessaria alcuna licenza. Le uniche autorizzazioni

    necessarie sono:

    1) dichiarazione di conformità degli impianti realizzati

    2) permesso di scarico delle acque (in o fuori fognatura). I reflui sono considerati scarichi civili.

    3) valutazione di impatto acustico

    POR Obiettivo 3 – Misura D3 – 2002/2003

    4) notifica art. 48 DPR 303/1956 (solo se vi sono più di 3 addetti)

    Pre maggiori informazioni contattateci