Depurazione acque per gli autolavaggi

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  • INQUINAMENTO PRODOTTO

    DA AUTOLAVAGGIO

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    L'inquinamento da acque di autolavaggio

    costituisce un problema

    assai complesso perchè molti sono i

    fattori che influiscono e, ciascuno,

    con conseguenze diverse.

    Quelle derivanti dagli "inquinanti

    tipici" sono le seguenti:

    Materiali sedimentabili ed in

    sospensione: la loro presenza nelle

    acque, oltre a renderle ovviamente

    inutilizzabili per gli impieghi civili e

    per quelli industriali, provoca sia la

    formazione di melme con pericolo di

    intasamenti ed instaurazione di regimi

    putrefattivi, sia un'azione inibitrice,

    spesso determinante, sulla funzione

    clorofilliana delle piante acquatiche.

    Olii minerali: la loro presenza inibisce

    i processi di autodepurazione

    delle acque poichè, rivestendo con

    un sottile velo impermeabile le biomaterie,

    impedisce il contatto con

    l'ossigeno richiesto per la demolizione

    delle sostanze organiche, provocando

    l'asfitticità dell'ambiente e la

    contaminazione delle aree limitrofe.

    Tensioattivi: la loro presenza

    nelle acque favorisce la formazione

    di nocive emulsioni altamente "stabili"

    ed impossibili da separare anche

    nei disoleatori a gravità.

    In pratica si può quindi dire che,

    all'interno dell'effluente, essi si comportano

    sempre come pericolosi

    "portatori sani" di olii minerali.

     

    Norme generali
    Le stazioni di rifornimento carburante e le stazioni di autolavaggio han-
    no l’obbligo, per legge. di eseguire il trattamento delle acque di prima
    pioggia dal piazzale dove sostano i veicoli, che con il loro passaggio lasciano inevitabilmente a terra tracce di sostanze inquinanti come ad esempio olio e idrocar-
    buri. Per gli impianti di autolavaggio, inoltre, l’acqua utiliz-
    zata, prima di essere scaricata nella rete fognaria deve es-
    sere depurata dalle sostanze inquinanti come ad esempio i
    tensioattivi, contenuti nei prodotti utilizzati per il servizio
    car wash. I fanghi provenienti dal trattamento di depura-
    zione dell’acqua sono considerati rifiuti e, in quanto tali,
    vanno smaltiti dalle aziende autorizzate. Cli autolavaggi e
    gli impianti cittadini di solito scaricano in rete fognaria.
    Per eseguire il trattamento dei reflui i titolari devono mu-
    nirsi di appositi impianti da installare presso l’area di servi-
    zio, al fine di ottemperare le norme di legge.
    In caso contrario si rischiano le sanzioni, comminate dalle
    autorità competenti. l.a legge prevede, poi, un vantaggio
    economico per le utenze industriali che provvedono diretta-
    mente alla depurazione e che utilizzano la pubblica fogna-
    tura, permettendo di conseguire, in ultima istanza, una ri-
    duzione della tariffa di depurazione da riconoscere all’auto-
    rità preposta. Cli autolavaggi utilizzano impianti apposita-
    mente progettati, in grado di depurare l’acqua e renderla,
    così, riutilizzabile per più lavaggi. Il dimensionamento dei
    reflui non tiene normalmente conto delle acque meteori-
    che provenienti dal dilavamento delle pensiline e dei tetti
    dei fabbricati, per le quali devono essere previste specifiche
    tubazioni separate, che convogliano direttamente allo sca-
    rico finale, cosi come per le acque provenienti dalle aiuole.
    Tecnica di depurazione: impianti meccanico-biologici per la depurazione e il riutilizzo delle acque reflue degli autolavaggi

    Le acque provenienti da impianti di autolavaggio in cui si svolge una normale attività operativa (esclusi pertanto i lavori di deceratura delle auto nuove) contengono solitamente sabbia, fango, inerti vari, detergenti, residui di prodotti asciuganti e lucidanti, idrocarburi e metalli e, perciò, devono essere sottoposte ad un trattamento di depurazione prima di essere scaricate. Gli impianti NEUTRAbio sono progettati e realizzati per assolvere a questa funzione. Oltre al trattamento delle acque reflue, consentono il riutilizzo dell'acqua depurata nelle fasi di prelavaggio e lavaggio delle auto.

    Norme di riferimento

    Decreto Legge 152/99 e successive modificazioni e integrazioni (stabilisce i limiti qualitativi precisi per le sostanze contaminanti riscontrabili in un' attività di autolavaggio differenziati a seconda del tipo di recapito finale del refluo). Questo compito spetta  all'agenzia  regionale per la protezione dell'ambiente(Arpa)

    La legge regionale  demanda alle province la competenza la competenza di rilasciare le autorizzazioniallo scarico per piccole derivazioni,nel caso in cui lo scarico delle acque  di prima pioggia avvenga in acque superficialio al suolo(primi strati  superficiali).

    Se lo scarico avviene attraverso la rete fognaria , la competenza è dei comuni.

    Decreto Legge 152 - articoli 22, 25 e 26 (stabilisce le norme di riferimento per la pianificazione del bilancio idrico e del risparmio e riutilizzo dell'acqua).